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LA STORIA DEI NOSTRI BENEFATTORI ANGELA E JEAN GARAVAGNO

LA STORIA DI UN GRANDE UOMO E DI UNA
GRANDE DONNA: I NOSTRI BENEFATTORI.

Ho conosciuto Jean Garavagno ad Agosto 2018 presentatomi da un
costruttore edile di Trinità, il Signor Giovanni Sanino

Jean voleva conoscere il sindaco! Il primo incontro me lo ricordo
come se fosse ora. Non potró mai scordare l’effetto che ha avuto su di me
questo Signore. Mi è parso fin dal primo momento una Persona di grandi qualità
e di grande animo. I Suoi occhi ed i Suoi modi estremamente cortesi accattivano
l’attenzione e non ti lasciano mai. Il Suo sorriso è solare e la Sua gioia di
vivere ti coinvolge. Le prime parole mi hanno fulminata: " ho avuto una vita
meravigliosa". Quando mai un essere umano ha espresso un giudizio così denso di
significato e disarmante! Il Suo secondo pensiero è stato "voglio fare una
donazione al suo paese" e questo mi ha sorpreso un po’ perché quasi tutte le
persone che varcano la soglia del mio ufficio vengono per chiedere o per
lamentarsi, ma non finisce qui. Io ho pensato in quel momento che avrebbe
elargito una somma di denaro, magari diecimila euro che per il comune sarebbero
stati una manna dal cielo!! Figuratevi la mia sorpresa quando mi afferma che
donerà due villette di nuova fabbricazione! Per la prima volta in vita mia sono
ammutolita! La sorpresa fu tanta da non sapere che cosa dire e che cosa fare.
Mi ha colta impreparata quella volta e continua a stupirmi ogni giorno di più.
Dovreste vedere con che gioia presenta le Sue offerte. È un Uomo che si è  costruito dal nulla. Nasce il 28 marzo 1936
nel Principato di Monaco e con difficoltà lavora e studia. Conosce la Sua
compagna di vita Angela da giovanissimo ed il detto che dietro un grande uomo
c’è una grande Donna qui si è realizzato in modo eccellente. Si sposano
giovanissimi, il 16 settembre di quest’anno faranno le nozze di diamante, 60
anni di perfetto accordo e sintonia, una vita insieme a costruire con grande
sacrificio ed abnegazione un patrimonio che vogliono donare per opere sociali.
Jean si diploma ragioniere, e prima di partire per la guerra d’Algeria vende le
auto e le poche cose che ha ed acquista una cantina che saggiamente trasforma
con piccoli accorgimenti e la creazione di un bagno in una camera di servizio
in quanto questa cantina ha la peculiarità di avere una piccola finestra. La
affitta ed i proventi che ne derivano gli permettono di mangiare qualche buon
pasto durante la guerra. Questo è l’inizio di tutto. Vivono, i due sposi, in un
piccolissimo alloggio malsano ed umido i loro primi  anni ma entrambi con la loro intelligenza ed
ingegnosità fanno strada. Jean lavora in una grande multinazionale farmaceutica
 come direttore amministrativo ma quando
propongono di diventare  direttore
generale  Lui rifiuta e si ritira. Con
questo lavoro costruisce e progetta grandi opere ed entra a far parte del mondo
immobiliare che che sarà il Suo futuro e farà della sua grande passione per
questo mondo il suo lavoro stabile. Acquista case, magazzini, alloggi e li
ristruttura, li rende belli e comodi consigliato sempre da Angela che di nome e
di fatto è il Suo angelo custode. Angela e Jean fanno grandi viaggi e girano
tutto il mondo per loro piacere, hanno contatti con persone importanti e
conservano amicizie prestigiose. A Monaco conoscono le più alte cariche del
regno, tutt’ora sono inseriti nella società e sono rispettati. A marzo di
questo anno donano duemilioni di euro all’ospedale Principessa Grace e sono
circondati dal Ministro della Salute Gamerdinge, il Presidente del CHG Andrè
Garino, la Direttrice dell’ospedale De Sevellingese dai medici tutti. Angela e
Jean spiegano che essendo stati a contatto molti anni con il GHPG hanno potuto
apprezzare il vero valore , l’organizzazione , l’efficienza dei vari servizi e
la gentilezza del personale. La loro donazione permetterà l’acquisizione di un
sistema di neuro-navigazione per ENT, un robot per la stimolazione magnetica
trans-cranica in psichiatria e un sistema di monitoraggio emo-dinamico per la
cardiologia, ma anche per finanziare progetti di ricerca clinica , cure
palliative e qualità della vita. Torniamo a noi. Dopo le due villette, una al
Soggiorno anziani ed una al comune, donano una macchina Dobló a sette posti che
ha preso il posto di una vecchia punto di 21 anni molto scassata, edificano il
nuovo teatro comunale con annesso il magazzino comunale sognati da sempre, ristrutturano
la casa degli alpini e costruiscono una nuova sala annessa. Al castello dei
conti Costa costruiscono le sedi per tutte le associazioni di Trinità. Un’opera
gigantesca e di pregio storico gestita con la consulenza della Soprintendenza
alle belle arti di Torino, costruiscono ed è in fase di chiusura la cucina il
magazzino annessi alla palestra comunale per la proloco e le associazioni
trinitesi ed ora, non paghi di tutto questo. mi 
presentano un mega progetto per una costruzione abitativa tipo cohousing,
molto conosciuta nei paesi nordici ed ora sentita anche in Italia. È un modello
abitativo nato in Scandinavia negli anni sessanta  che combina l’autonomia dell’abitazione
privata e la condivisione degli spazi  comuni
da parte di piccoli nuclei famigliari. Nel nostro caso di coppie di anziani che
non hanno la possibilità di pagare la retta di un soggiorno anziani ma che
possono ancora essere abbastanza autonomi. Allestiranno l’alloggio composto da
camera, angolo cottura salottino e servizi con i loro mobili di casa e potranno
vivere sereni la loro vecchiaia. Saranno 
compresi nel complesso anche gli uffici per l’unità minima locale che
potrà essere utile ai residenti della struttura oltre che a tutti i cittadini trinitesi.
Nella villetta abbiamo intrapreso un progetto con la cooperativa che gestisce
il centro  diurno, Il Ramo, progetto
detto "DI20", che ha l’obbiettivo di offrire un’alternativa diurna a persone
non inseribili in cooperative di lavoro favorendo la socializzazione ,
l’autonomia e l’empowerment dei beneficiari. Il progetto accoglierà annualmente
70 destinatari dai 16 ai 35 anni creando un punto di riferimento sul territorio
per persone con difficoltà e svantaggi diversi e le loro famiglie. Le altre edificazioni
attendono l’inaugurazione appena la pandemia permetterà ai coniugi Garavagno di
raggiungere l’Italia e sarà una splendida festa averli qui con noi.

  Il nostro comune il 3
luglio 2019 ha dato la cittadinanza onoraria, mai così meritata, ai coniugi
Garavagno e,   come sono a ripetere
sempre, non basteranno cento vite per ringraziare la tanta bontà e generosità.

Un immenso e sentito e grandissimo grazie per la vostra
incommensurabile generosità, la vostra gentilezza, la vostra gioia nel donare e
la vostra preziosa Amicizia. Vi vogliamo un mondo di bene!

il Sindaco

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